Storia della Ludoteca Labyrinth

(articolo pubblicato su Tangram 12/2005)

Ludoteca Labyrinth di Genova

"Il tempo passa in fretta, quando ci si diverte".
È questo luogo comune che mi viene in mente accingendomi a scrivere qualcosa in merito all'associazione che ho fondato con altri cinque amici, tutti ex compagni di classe del liceo, ormai nel lontano novembre del 1987. Di quel "gruppo dirigente" sono rimasto solo io e, mi permetto di pensare, tanta longevità è dovuta certamente al mio impegno ma, soprattutto, al fatto che tante persone, in tempi diversi, si sono impegnate tanto e più di me per promuoverne le attività e consolidarne le prospettive. Tutti gli anni, all'Assemblea dei Soci, offro la carica di presidente nella sincera speranza che qualcuno voglia succedermi, perchè un amico possa godere di questa piccola ribalta che è stata tanto determinante nel corso degli anni per la costruzione della mia "carriera di ludologo". Sarò enormemente lieto, lo dico davvero sinceramente, quando qualcuno si sentirà di succedermi perchè questo rappresenterebbe per me il migliore consolidamento possibile per la vita della Ludoteca Labyrinth: l'indipendenza della "istituzione" dalle persone. Il segreto dell'Associazione Labyrinth è un po' questo: un luogo (da qualche tempo, ogni anno diverso) dove anche l'opinione dell'ultimo venuto conta quanto la mia.

Il nome originale della Ludoteca Labyrinth, quello che è ancora oggi scritto sullo statuto, è "Associazione Genovese Giochi di Ruolo - Labyrinth". In origine, quindi, siamo partiti nell'ambito dei giochi di ruolo.
Le iniziative più rilevanti, nei primi anni, furono il nostro coinvolgimento nel network di Agonistika, un'associazione romana che promuoveva l'evento più catalizzante dell'intera storia italiana dei giochi di ruolo: il campionato italiano a squadre di "Dungeons & Dragons". Su questo esempio fummo proprio noi ad affiancare a quell'iniziativa il campionato italiano de "Il richiamo di Cthulhu" che, ai tempi, chiamavamo ancora "Call of Cthulhu" giacchè le traduzioni di Stratelibri erano ancora da venire. Non lontano dal 1990 una squadra composta da soci del Labyrinth, nella prima finale nazionale che si è svolta in un'unica sede, Roma, vinse l'ambito Trofeo Agonistica. Prima di allora l'organizzazione della finale avveniva secondo la cosiddetta "rotazione dei master"; io, ad esempio, andai ad arbitrare le finali a Torino, mentre Alessandro Ivanoff, di Firenze, venne a Genova. A Roma giocai una mitica finale del Campionato Italiano di Axis & Allies, sfiorando il pareggio nella gara di ritorno, per un solo punto, Giorgio Castellano ed io ci guadagnammo una medaglia di argento, ma ci siamo poi rifatti l'anno dopo e quello dopo ancora, a Modena e Padova, quando vincemmo per due anni di fila il torneo nazionale delle CON settembrine. L'evento che forse più di tutti ha portato sulla ribalta nazionale la nostra associazione è stata l'organizzazione della Ianua Fantasy. Per cinque anni abbiamo promosso questa manifestazione che accoglieva in sè un numero elevatissimo di eventi e il cui successo era dovuto alla collaborazione di tutte le realtà genovesi che, in quel contesto, si assunsero degli oneri portando lì attività ed eventi di pregio. Il mio vero rammarico, riguardo questo tema, è dovuto al fatto che non fui capace di trasformare quell'evento in una manifestazione che in sè aveva le potenzialità per diventare una Lucca Games. Invece accadde che le associazioni che collaboravano pensarono di poter essere in grado di curare direttamente eventi di questo tipo col risultato di svuotare di contenuti l'ultima edizione della Ianua Fantasy che subì addirittura la concorrenza interna di una convention a Genova negli stessi giorni. Questo tolse motivazione a tutti i labyrinthici che, io per primo, non si sentirono più di lavorare così tanto per ottenere così poco.

Non posso non citare, parlando della storia della LudoLab, il concorso "La migliore avventura per il gioco di ruolo", che mi vide presiedere i lavori della giuria e che allineò ben undici edizioni per resuscitare proprio quest'anno, sollecitati dal gruppo di Lorenzo Trenti, di Mosquito Games e compagnia. Portammo le premiazioni al Festival Italiano dei Giochi, a Gradara, Urbino e poi a Cagli dove il nostro momento precedeva quello ben più grande del Premio "Gioco dell'Anno". La giuria era presieduta da Giampaolo Dossena, coordinata da Sergio Valzania e, nelle sue ultime tre edizioni mi vide coinvolto al suo interno. La vittoria di Serenissima, Entdeker e Venice Connection mi ha visto partecipe e convinto sostenitore.

Nel corso degli anni il fenomeno "giochi di ruolo" affievolì il suo potere attrattivo, ma la nostra associazione si era aperta ad altre discipline sin dall'inizio, quindi nel 1995/96 giunse a compimento quella che può essere vista come una sorta di "mutazione genetica". Divenimmo a tutti gli effetti Ludoteca e partì, ispirandoci all'evento di studiogiochi, ma espandendone le attività per una intera stagione, il Giocatore Genovese dell'Anno. Vennero inclusi nell'evento quattro categorie: i giochi di carte, i giochi astratti, i giochi di società e i giochi sportivi. L'evento è ancora oggi organizzato come una sorta di decathlon. Occorre ben figurare in tutti e quattro questi contesti, ma sono anche offerti dei trofei disciplinari: il re di cuori per i giochi di carte, il re di fiori per i giochi astratti, il re di quadri per i giochi di società e il re di picche per i giochi sportivi.
Due anni fa partecipammo all'Egi Expo. Alcuni di noi videro in quella manifestazione una ideale prosecuzione della Ianua Fantasy, ma purtroppo quell'iniziativa ne ha condiviso prematuramente le sorti.
Ma noi siamo ancora qui, a giocare, ed è quello che conta.

(Paolo Fasce)