Il quiz di Feynman

« Arrivò il giorno in cui la censura a Los Alamos entrò in vigore. Suona il telefono.
"Sì?"
"Venga nell'ufficio."
Ci vado.
"Questa cos'è?"
"Una lettera di mio padre."
"E questo?"
Sopra e sotto le righe del foglio c'erano dei puntini: quattro punti sotto, uno sopra, due sotto, uno sotto uno sopra...
"Che significa?"
"È un codice", rispondo io.
"Già, un codice. Ma cosa dice?", chiedono loro.
"Non lo so."
"Qual è la chiave del codice? Come fa a decifrarlo?"
"Non lo so."
"E questa qui cos'è?"
"È una lettera di mia moglie", risposi, "Dice: TJZYWZ TW1X3."
"Che significa?"
"È un altro codice."
"Qual è la chiave?"
"Non lo so."
"Riceve delle lettere in un codice di cui non sa la chiave?" Loro cominciavano a innervosirsi.
"Proprio così. È un gioco che facciamo. Devono scrivermi in un codice che io non riesco a decifrare. Quindi li inventano, e poi me li mandano, ma senza dirmi la chiave."
"Scriva ai suoi parenti di mandarle la chiave assieme al codice."
"Ma io non voglio la chiave, devo scoprirla!" protestai.
"Fa niente, la chiave la toglieremo noi." »

Richard P. Feynman, Los Alamos vista dal Basso
[da: Sta scherzando, Mr. Feynman!, p. 110]